Negli ultimi anni diverse ricerche (Zelazo e Müller, 2002; Zelazo e Carlson 2012) hanno approfondito questi processi, distinguendo tra funzioni esecutive “fredde”, più cognitive e razionali, e funzioni esecutive “calde”, legate ad aspetti emotivi e motivazionali.
In questo articolo ripercorriamo queste evidenze scientifiche per capire come queste due dimensioni lavorano insieme nella vita quotidiana dei bambini e dei ragazzi.
Cosa sono le funzioni esecutive e perché sono importanti
Le funzioni esecutive sono un insieme di processi cognitivi di ordine superiore che ci permettono di organizzare i pensieri, regolare le emozioni e adattare il comportamento in maniera efficace e strategica al fine di raggiungere specifici obiettivi. Possiamo immaginarle come una “cabina di regia” interna.
Secondo il modello di Miyake et al. (2000) le funzioni esecutive includono:
● controllo inibitorio, capacità di controllare l’interferenza di stimoli irrilevanti rispetto ad un compito che si sta eseguendo e di ridurre tale interferenza per raggiungere l’obiettivo in modo funzionale;
● memoria di lavoro, capacità di mantenere informazioni in mente e processarle, lavorarle e manipolarle attivamente;
● flessibilità cognitiva, capacità di cambiare prospettiva e adattarsi ai cambiamenti, modificando lo schema comportamentale in seguito a un feedback esterno.
Alcune funzioni sono più cognitive e “fredde”, altre più emotive e “calde” (Zelazo e Müller, 2002). Il loro sviluppo procede dall’infanzia fino all’adolescenza e giovane età adulta e, se compromesse, possono influire su apprendimento, regolazione emotiva e relazioni.
Funzioni esecutive calde: definizione ed esempi pratici
Le funzioni esecutive calde entrano in gioco quando una situazione è emotivamente significativa o stressante (Zelazo, 2004) e richiede una regolazione affettiva o emotiva. Aiutano a:
● gestire frustrazione ed emozioni;
● resistere alle tentazioni;
● mantenere la motivazione.
Le ricerche mostrano che nei bambini piccoli l’aggressività è più legata alle funzioni fredde, mentre in adolescenza emergono collegamenti più forti con le funzioni calde (Garner e Waajid 2012; Kim et al. 2014; Poland, Monks e Tsermentseli 2016).
Funzioni esecutive fredde: definizione ed esempi pratici
Le funzioni esecutive fredde coinvolgono ragionamento, attenzione e problem solving. Si attivano in compiti e attività più cognitivi o privi di carica emotiva (Zelazo, 2004). Comprendono:
● attenzione sostenuta
● pianificazione
● memoria di lavoro
● flessibilità cognitiva
● controllo inibitorio nei compiti cognitivi
Queste funzioni maturano lentamente: i bambini piccoli faticano a cambiare risposta in base ai feedback (Barcelo e Knight, 2002) e gradualmente diventano più flessibili, con miglioramenti fino all’adolescenza e giovane età adulta.
Perché conoscere le funzioni esecutive fa la differenza
Comprendere le funzioni esecutive aiuta a interpretare meglio i comportamenti di bambini e ragazzi e a riconoscere quali abilità necessitano di supporto, che si tratti di controllo inibitorio, regolazione emotiva o flessibilità.
Queste competenze si sviluppano progressivamente e possono essere compromesse in presenza di disturbi del comportamento. Conoscerle permette di creare contesti educativi più inclusivi, offrire strategie adeguate e valorizzare i progressi quotidiani.





